Manca pochissimo al fischio d'inizio dei Mondiali di calcio 2026 in Nord America, il primo nell’era dei mercati predittivi. Anche per questo, è da mesi che Polymarket sigla accordi di partnership a vari livelli con federazioni sportive e club. Del resto, nel mondo del betting sportivo il torneo cominciato ieri sera in Messico è stato definito “la più grande opportunità di scommessa mai vista”, in grado di muovere miliardi di dollari.In Italia, tutto è “cominciato” il 18 aprile 2026 quando la scritta Polymarket è comparsa per la prima volta sulle maglie della squadra di calcio maschile della Lazio, durante un match del campionato di Serie A disputato allo stadio Maradona di Napoli. 25 giorni dopo, la stessa Lega Serie A, organismo che gestisce i massimi tornei calcistici in Italia, annunciava una “partnership regionale pluriennale” nominando il noto sito di prediction market (mercato predittivo) “partner ufficiale ed esclusivo per il mercato delle previsioni della Serie A negli Stati Uniti”.L'ingresso nel calcio italiano di Polymarket è avvenuto dapprima “bucando lo schermo” come main sponsor della squadra di proprietà dell'avvocato Claudio Lotito a fronte di un contratto di 22 milioni di euro. Poi, con un contratto di almeno tre anni che, secondo quanto appreso da Wired Italia, dovrebbe portare circa 2 milioni l’anno nelle casse della Lega. Tutto questo, senza poter nemmeno formalmente operare secondo le leggi del nostro Paese. Polymarket, infatti, non dispone di una licenza per fare trading in Italia ed è stata inserita dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) tra i siti di gioco e scommesse non autorizzati. Restrizioni analoghe o indagini regolatorie hanno interessato anche altri paesi europei, dove i mercati predittivi, basati su denaro reale si scontrano con le normative sul gioco d'azzardo e sui servizi finanziari.Cosa fa Polymarket in Italia?La Serie A negli USALo sport è il campo di battaglia nella guerra commerciale tra i prediction marketUn matrimonio di immagine e datiIn Serie A «ognuno fa quello che vuole», quando si tratta di affariIl ruolo di PalComm nell'accordo milionario della S.S. LazioUn affare che lega i interessi diversi, ma convergentiLa Serie A negli USAMa per Michele Ciccarese, direttore commerciale della Lega, “gli Stati Uniti rappresentano un mercato chiave per la crescita della Serie A”, specie nell’anno della Coppa del Mondo che si svolge tra Stati Uniti, Messico e Canada. Nonostante Polymarket operi oggi legalmente nel Paese, dopo anni di divieti da parte degli enti regolatori, la sua posizione continua a essere estremamente controversa per le accuse di insider trading che le sono state mosse negli ultimi mesi. Non di certo un soggetto privo di interrogativi, per chi mira ad accreditarsi tra i consumatori statunitensi.Lo sport è il campo di battaglia nella guerra commerciale tra i prediction marketTra i primi a raccontare i dettagli dell’accordo tra Polymarket e la Serie A è stato Nick Horney, esperto di contratti sportivi, su Front Office Sports (FOS) sito web di notizie statunitense noto per raccontare storie sul business dello sport: “Parlando con Ari Borod, presidente dello sviluppo del business sportivo di Polymarket, mi è stato detto che l’obiettivo di Polymarket è quello di diventare l'exchange ufficiale per i trader negli Stati Uniti, attraverso partnership dirette con leghe e organizzazioni sportive. L'amministrazione Trump guarda con favore all'industria dei prediction market", continua Horney, secondo cui piattaforme come Polymarket dispongono oggi di ampi margini per continuare a crescere.Polymarket vuole trasformarsi nel principale mercato statunitense dedicato alle previsioni su eventi futuri, costruendo relazioni dirette con le principali organizzazioni sportive. Al contrario di quanto si possa pensare da questa parte dell’oceano, infatti, Polymarket non detiene la leadership in questo settore di mercato. Si è presentata al mondo come il mercato predittivo per eccellenza, in cui gli utenti acquistano e vendono quote legate alla probabilità che un determinato evento si verifichi. Una vittoria elettorale, lo scoppio di una guerra, l'andamento dell'inflazione o il risultato di una partita di calcio diventano asset negoziabili il cui prezzo oscilla in tempo reale sulla base delle aspettative collettive dei partecipanti. Più aumenta la convinzione che un evento si verificherà, più cresce il valore della relativa quota; se l'evento si realizza, chi detiene la posizione vincente viene remunerato, in caso contrario perde il capitale investito.Un attore in crescita esponenziale, certo, basti pensare ai 2 miliardi di dollari di investimento sborsati dalla finanziaria Intercontinental Exchange, proprietaria della Borsa di New York, che solo qualche mese fa valutava Polymarket 9 miliardi di dollari: “È però un competitor, Kalshi, a generare la maggior parte del volume di scambi negli Stati Uniti”, rivela a Wired Dustin Gouker, tra i più seguiti e autorevoli esperti di questo settore negli Stati Uniti: “E circa l'85% di questo volume riguarda eventi sportivi. È più difficile quantificare Polymarket, che si concentra maggiormente su eventi geopolitici. Se si guarda ai dati nel suo complesso, senza considerare solo i picchi della stagione sportiva in cui gli scambi aumentano per tutti, la quota di volume dedicata agli eventi sportivi su Polymarket è ancora notevolmente inferiore rispetto a Kashi”.Secondo un’analisi del Pew Research Center basata su dati di The Block, lo sport per Polymarket ha rappresentato circa il 39% dei volumi tra il 2024 e il 2026. È forse in virtù di questa distanze che l’azienda di Coplan ha chiuso, da ottobre 2025 a oggi, contratti di partnership con MLB, la lega professionistica di baseball nordamericana; l’NHL di Hockey; l’UFC di arti marziali miste (MMA) - la MLS di calcio e la Liga, il campionato spagnolo in cui militano Barcellona e Real Madrid, con l’obiettivo di giocare alcune partite in Nordamerica. Fino all’accordo con la Serie A.Un matrimonio di immagine e dati“Quella con Polymarket è una partnership regionale, relativa solo al Nordamerica. Non ha nulla a che vedere con il suo ingresso sul panorama italiano”. Nella ricostruzione di Michele Ciccarese, direttore commerciale della Lega Serie A, l'accordo annunciato a maggio riguarda esclusivamente il mercato statunitense, dove i prediction market operano legalmente e dove la Lega punta a rafforzare la propria presenza in vista del Mondiale del 2026. Ufficialmente, si tratta anzitutto di un'intesa di licensing: fino a pochi mesi fa Polymarket utilizzava loghi, marchi e riferimenti alla Serie A all'interno dei propri mercati senza alcuna autorizzazione; d’ora in avanti dovrebbe pagare – circa due milioni di euro all'anno – per poterlo fare. Ma il contratto non si esaurisce nei diritti d'immagine.Come confermato dallo stesso Ciccarese a Wired, nell'accordo è stata inclusa anche Genius Sports, il gruppo che detiene i diritti esclusivi sui dati ufficiali della Serie A destinati all'industria globale delle scommesse fino al 2029. “C'è anche Genius Sport, incluso nell'accordo su nostra pressione per fornire i dati relativi al betting”, spiega il dirigente. Un passaggio che amplia sensibilmente la portata dell'intesa. Nel comunicato con cui le parti hanno annunciato la partnership, infatti, la Lega specifica che i mercati relativi alla Serie A presenti su Polymarket saranno alimentati proprio dai dati ufficiali forniti da Genius Sports.Non una semplice concessione del marchio, quindi, ma l'integrazione della piattaforma di Shayne Coplan nell'infrastruttura informativa che alimenta bookmaker, operatori di betting e mercati predittivi in tutto il mondo. Da anni Genius Sports rappresenta infatti uno dei principali snodi globali nella raccolta, distribuzione e commercializzazione dei dati sportivi ufficiali, oltre a fornire servizi di monitoraggio dell'integrità delle competizioni per federazioni, leghe professionistiche e operatori delle scommesse. Un ruolo che va oltre la mera fornitura di statistiche. “L'idea che a Polymarket interessa far passare è che ci sia finalmente un ‘adulto nella stanza’ che monitora scommesse, scambi o comunque si vogliano definire questi mercati”, spiega a Wired Ben Horney, tra i più attenti osservatori statunitensi delle partnership commerciali nel settore sportivo.Società come Genius Sports o Sportradar, aggiunge, svolgono una funzione cruciale nel monitoraggio delle attività sospette e vengono percepite da utenti, investitori e regolatori come soggetti in grado di garantire che esistano procedure di controllo analoghe a quelle adottate nell'industria delle scommesse tradizionali. “La loro partecipazione invia un segnale molto chiaro a utenti, autorità e detrattori: il sistema è legittimo”.Per Horney, la presenza di Genius Sports all'interno dell'accordo tra Serie A e Polymarket contribuisce dunque a differenziarlo da una semplice operazione di sponsorizzazione o branding. Non significa necessariamente che le perplessità che continuano a circondare il settore dei prediction market siano state superate – “non credo che la loro partecipazione eliminerà del tutto l'idea che questo mercato sia ancora il Far West”, osserva – ma rappresenta comunque un tassello importante nel processo di accreditamento istituzionale perseguito da Polymarket attraverso le partnership con le principali organizzazioni sportive mondiali.Il paradosso è che tutto questo avviene mentre Polymarket continua a occupare una posizione incerta nel quadro regolatorio italiano. Nell'ottobre 2025 l'Adm aveva inserito la piattaforma tra i domini inibiti, ritenendola priva delle autorizzazioni necessarie per offrire servizi riconducibili al gioco con vincita in denaro; successivamente il sito è tornato visibile in seguito a una sentenza del Tar, ma senza ottenere alcuna concessione per operare come bookmaker o operatore autorizzato sul mercato italiano. È una distinzione che gli addetti ai lavori considerano tutt'altro che marginale.A differenza degli operatori concessionari Adm, infatti, i prediction market non rientrano ancora in una categoria normativa definita tra gioco pubblico, strumenti finanziari e mercati di previsione, pur consentendo agli utenti di assumere posizioni economiche sull'esito di eventi futuri. Proprio per questo, una delle questioni più controverse riguarda il modo in cui queste piattaforme possano essere utilizzate dagli utenti italiani.Sebbene Polymarket non disponga di una concessione per operare nel nostro Paese, l'accesso alla piattaforma può avvenire attraverso strumenti come Vpn e wallet crypto, aggirando le limitazioni territoriali previste per gli utenti italiani. A differenza degli operatori autorizzati dall'ADM, inoltre, i prediction market non sono oggi soggetti alle medesime procedure di identificazione degli utenti, ai limiti di gioco, ai meccanismi di tutela del consumatore e agli obblighi antiriciclaggio previsti per il settore delle scommesse regolamentate. Una zona grigia che negli ultimi mesi ha attirato l'attenzione non soltanto delle autorità italiane ma anche di diversi regolatori europei, mentre Polymarket continua a siglare accordi commerciali con alcune delle più importanti organizzazioni sportive del mondo. Per chiarire la posizione dell'Agenzia rispetto a questi aspetti e ai recenti accordi commerciali siglati da Polymarket con soggetti del calcio professionistico italiano, Wired Italia ha contattato l'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Al momento della pubblicazione di questo articolo, però, l'ente non ha risposto alle richieste di commento.In Serie A “ognuno fa quello che vuole”, quando si tratta di affariSe la partnership con la Serie A viene presentata dalla Lega come un accordo circoscritto agli Stati Uniti, l'operazione che ha portato Polymarket sulle maglie della Lazio segue invece una traiettoria diversa. Le due iniziative vengono formalmente descritte come indipendenti l'una dall'altra, ma si sviluppano nello stesso arco temporale e finiscono per produrre un effetto complementare. Da un lato la piattaforma di Shayne Coplan ottiene il riconoscimento istituzionale del massimo campionato italiano attraverso un accordo pluriennale con la Lega; dall'altro conquista una visibilità immediata davanti al pubblico europeo grazie alla sponsorizzazione principale di uno dei club storici della Serie A. Nel giro di poche settimane, un'azienda che continua a non disporre di una concessione per operare in Italia si ritrova contemporaneamente sulle maglie dei calciatori e tra i partner commerciali del campionato.Secondo Michele Ciccarese non c'è stata alcuna regia comune. “Per quanto riguarda l'accordo tra la Lazio e Polymarket è vero che non c'è stata una concertazione con la Lega Serie A”, ci spiega. “Di base, perché la logica che vige è che ognuno fa quello che vuole, non abbiamo potere sugli accordi che la Lazio sceglie di seguire per quanto riguarda le sponsorizzazioni che compaiono sulle sue magliette”.Una ricostruzione che fotografa un sistema in cui club e Lega possono muoversi autonomamente anche quando gli accordi riguardano lo stesso soggetto commerciale. Eppure la sovrapposizione temporale delle due operazioni è difficile da ignorare. Il 18 aprile Polymarket debutta sulle divise della Lazio durante la trasferta di Napoli; meno di un mese dopo arriva l'annuncio dell'accordo con la Serie A. Che la trattativa con la Lega fosse iniziata prima o dopo quella con il club biancoceleste, come sostengono versioni differenti emerse nelle settimane successive, il risultato non cambia.Su questo punto, però, le ricostruzioni non coincidono perfettamente. Intervistato dalla newsletter In Camera!, Claudio Lotito ha sostenuto che “prima è arrivato l'accordo con la Serie A e poi quello con la Lazio” e che il club si sarebbe semplicemente accodato a una trattativa già avviata: “Noi ci siamo accodati perché è un gran bel mercato. So' 22 milioni, mica bruscolini”. Una versione che non contraddice necessariamente quella fornita dalla Lega, ma che contribuisce a rendere più sfumati i confini tra due operazioni ufficialmente separate. Se da un lato Ciccarese insiste sull'assenza di qualsiasi coordinamento, dall'altro le parole del presidente Lotito restituiscono l'impressione di un contesto in cui la presenza di Polymarket all'interno del calcio italiano si è consolidata rapidamente attraverso una serie di iniziative parallele, ciascuna portata avanti da attori diversi per ragioni differenti.Il ruolo di PalComm nell'accordo milionario della S.S. LazioA svolgere un ruolo centrale nell'operazione Lazio è stata PalComm, società di consulenza strategica che ha assistito Polymarket nella negoziazione dell'accordo. Nelle comunicazioni diffuse dopo la firma, la stessa PalComm rivendica il proprio coinvolgimento nell'intesa, presentandola come una delle partnership più significative concluse da Polymarket nel settore sportivo europeo. Un elemento che aggiunge un ulteriore livello di complessità alla vicenda. Se l'accordo con la Serie A passa infatti attraverso i canali istituzionali del campionato – oltre a “un pull di esperti del nostro team legale per valutare con la massima precisione questioni di trasparenza, compliance per la buona riuscita dell’operazione”, afferma Ciccarese – quello con la Lazio nasce attraverso una rete di intermediari privati che operano al confine tra sport, tecnologia, marketing e finanza.Soggetti che fanno capo alla figura di Salvatore Palella, imprenditore e fondatore del gruppo cui fa capo PalComm. Negli ultimi anni il suo nome è stato associato a diverse controversie imprenditoriali e a inchieste giornalistiche legate alle attività sviluppate attraverso società come Helbiz ed Everli e ai rapporti finanziari intercorsi con Banca Progetto. Vicende che non hanno alcun collegamento diretto con l'accordo tra Polymarket e la Lazio e che appartengono a contesti completamente differenti. Tuttavia, contribuiscono a rendere ancora più articolata la rete di soggetti coinvolti nell'operazione e ad aggiungere un ulteriore elemento di complessità a una storia che, fin dall'inizio, si è sviluppata ai margini di categorie difficili da definire: tra scommesse e finanza, tra dati e branding, tra mercato statunitense e visibilità italiana.Il risultato finale è che, nel giro di poche settimane, Polymarket è riuscita a ottenere esposizione televisiva, riconoscimento istituzionale e accesso all'ecosistema del calcio italiano attraverso canali formalmente distinti. ma perfettamente complementari. Non il prodotto di un'unica strategia coordinata, almeno secondo le ricostruzioni raccolte da Wired, quanto piuttosto l'effetto di un sistema in cui ciascun attore sembra aver inseguito un'opportunità diversa all'interno dello stesso spazio regolatorio ancora incerto. E proprio questa assenza di una cabina di regia riconoscibile, la sensazione che suggerisce Ciccarese, “ognuno fa quello che vuole”, finisce per diventare uno degli aspetti più calzanti.Un affare che lega interessi diversi, ma convergentiAlla fine, la storia dell'arrivo di Polymarket nel calcio italiano sembra raccontare soprattutto l'incontro tra interessi diversi seppur convergenti. Da una parte c'è la Serie A, che attraverso la partnership punta a rafforzare la propria presenza negli Stati Uniti in virtù del Mondiale e, come spiegato da Michele Ciccarese, a “sedersi ai tavoli che contano davvero”, avvicinandosi a quell'ecosistema in cui si incontrano tecnologia, intelligenza artificiale, investitori e grandi piattaforme digitali.Dall'altra c'è Polymarket, impegnata in una fase che Horney paragona ai primi anni di DraftKings e FanDuel, quando le piattaforme di Daily Fantasy Sports cercavano utenti, investitori e riconoscimento pubblico. Negli Stati Uniti, questi giochi online basati sulla creazione di squadre virtuali di atleti professionisti riuscirono a trasformarsi in un'industria multimiliardaria mentre regolatori e legislatori discutevano ancora come classificarli. "Nessuno aveva immaginato che i fantasy sport sarebbero diventati una grande industria. Eppure eccoci qui". La grande scommessa esistenziale di Polymarket, “fare breccia nel sistema”, è già stata vinta.
La Serie A ha aperto le porte a Polymarket, la piattaforma di prediction market in cerca di legittimazione
Macina accordi commerciali, accesso ai dati e visibilità nello sport con l'obiettivo di costruirsi una legittimazione d'immagine, prima che legale, proprio nell'estate dei Mondiali in Nord America. E il calcio italiano agisce in ordine sparso
Polymarket firma partnership Serie A italiana (sponsor Lazio 22M€, accordo Lega 2M€/anno USA) senza licenza locale. GTM per scalare negli sport betting prediction market USA (Mondiali 2026, contro Kalshi), usando partnership sportive per aggirare normative europee restrittive.










