GROSSETO È morto dopo una lunga malattia neurodegenerativa che non gli ha lasciato scampo. Fabio Bisti (foto) aveva 63 anni ed è morto martedì sera nella struttura Anni Azzurri, dove era stato accolto a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Bisti non era solo un agente della polizia di Stato, conosciutissimo ma anche una presenza rassicurante per i cittadini.
Era entrato in polizia nel 1988. Dopo la scuola allievi a Piacenza era entrato in servizio alla questura di Livorno e poi al commissariato di Piombino. Infine il trasferimento in Maremma, definitivo.
Cinque anni dopo, nel 1993 era entrato in servizio alla questura di Grosseto: prima nelle Volanti, poi in forza alla squadra mobile e infine nella Digos. Qualche anno dopo era arrivato l’incarico come poliziotto di quartiere, un servizio nato con lui. Fino alla pensione, quando però sono iniziati i primi cenni di quella malattia che lo hanno reso anno dopo anno sempre più impossibilitato a muoversi indipendentemente dagli altri. Un destino crudele quando, ormai libero dagli impegni di lavoro, avrebbe voluto dedicarsi alle sue passioni: le moto e i viaggi.
Lascia due figlie, Elisa ed Elena e molti amici e colleghi nello sconforto. La salma di Fabio Bisti è all’obitorio del cimitero Misericordia dove oggi alle 15.30 nella cappella del cimitero Misericordia di Grosseto sarà celebrato il funerale.







