HomeMacerataCronacaRapina e minacce ai titolari del bar, in carcereA distanza di quattro anni il 45enne che ha agito con altri due complici è stato arrestato. Deve scontare un anno e cinque mesi .L’ordine di carcerazione è stato eseguito dai carabinieri (. foto d’archivioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAveva rapinato insieme con la compagna e un complice il Krizia’s Bar & Sigarette elettroniche di Tolentino, in via Sandro Pertini, aggredendo e minacciando i titolari. Oggi dopo quattro anni, per lui, 45enne bosniaco, si sono aperte le porte del carcere. Deve scontare infatti quasi un anno e mezzo di reclusione per i fatti avvenuti nel giugno 2022. I carabinieri della stazione di Urbisaglia hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Macerata.
La vicenda, un furto degenerato in rapina, risale alla tarda serata del 17 giugno ‘22. Intorno alle 21.50, tre clienti (due uomini e una donna) all’epoca ignoti, dopo aver consumato nel bar, si erano impossessati di un profumo in una scatolina azzurra, tentando di allontanarsi senza pagare. La titolare era intervenuta prontamente insieme al fratello, riuscendo a farsi restituire la merce rubata. A quel punto, nel tentativo di assicurarsi la fuga e l’impunità, la donna e uno dei due complici avevano reagito con violenza: dopo aver rivolto minacce di morte ai due fratelli, li avevano aggrediti fisicamente con spinte e graffi ripetuti, causando loro escoriazioni al petto e al braccio. La proprietaria si era presentata in caserma a mezzanotte e mezza per sporgere denuncia. I militari avevano immediatamente avviato le indagini, acquisendo le immagini del sistema di videosorveglianza del locale e delle aree limitrofe. "Ho solo chiesto chi avrebbe pagato perché, dopo tutti i sacrifici e le ore di lavoro, non volevo dargliela vinta perché ci eravamo accorti del furto", aveva raccontato in quell’occasione la titolare. Grazie alla rapida analisi dei filmati e agli accertamenti investigativi condotti dal Nucleo operativo e radiomobile, il 24 giugno -a una sola settimana dal fatto- i militari avevano chiuso il cerchio attorno ai responsabili.










