Da allenatori a detective
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Angelo Branduardi e Aldo Cazzullo nella basilica di Assisi
Cos’hanno in comune San Francesco e Caterina Sforza? Entrambi, seppure in modi profondamente diversi, hanno rotto con le regole del loro tempo e non solo: questa sera condivideranno idealmente il palco dell’Auditorium Conad. È qui che, alle 21, nell’ambito del festival di Caterina prenderà vita ‘Francesco’, spettacolo sold out con Aldo Cazzullo, Angelo Branduardi e Fabio Valdemarin. Il tema è ‘Confini’, un argomento che, secondo Cazzullo, calza benissimo. "Francesco – spiega il giornalista – ha superato tanti confini. Sicuramente il più significativo è quello tra ricchi e poveri. In un tempo gerarchico come il Medioevo lui ragiona in modo rivoluzionario. Dice: siamo tutti uguali, non esistono né ricchi né poveri, uomini o donne, malati o sani". Non solo: "Ha infranto anche il confine con il diverso: il musulmano. Lui parte con le Crociate nella speranza di mettere fine alla guerra. Quando tra i crociati nessuno gli dà retta, passa le linee e va a parlare con il nemico: vuole convertire i musulmani. Pensa che se tutti diventeremo cristiani non ci sarà più bisogno di farsi la guerra. Riesce a incontrare il sultano che resta molto impressionato da lui, ma nonostante ciò l’incontro non si conclude né con una conversione né con il martirio. E questo spirito di dialogo e di rispetto della popolazione locale, altre fedi e culture, secondo me è lo spirito giusto per affrontare questo tempo difficile di guerre e di migrazioni". Cazzullo nel suo libro ‘Il primo italiano’ definisce Francesco una figura decisiva per l’identità nazionale, capace di parlare un linguaggio contemporaneo: "Francesco è profetico, basta leggere i suoi scritti. Lui dice che il potere va dato a chi non lo cerca, che il potente non deve volere l’applauso del popolo, ma il suo bene. E scrive una frase che mi ha messo i brividi quando l’ho letta: ognuno deve essere remunerato non in base alla sua autorità ma in base al suo lavoro. Si pensi a quanti amministratori delegati oggi hanno lavorato male, hanno lasciato a casa operai e impiegati, hanno impoverito l’azienda… Magari sono stati anche loro lasciati a casa ma con milioni di euro di bonus. Il suo messaggio è importantissimo anche perché lui amava tutte le creature e noi le stiamo distruggendo, lui era un uomo di pace e noi facciamo le guerre, lui ci ha insegnato a rispettare la dignità di tutti e noi la dignità degli uomini, e ancora più spesso delle donne, la calpestiamo… A otto secoli di distanza dalla sua scomparsa dovremmo più che mai riscoprire il suo insegnamento". Sofia Nardi







