Altro che intelligenza artificiale. Fra volumi e pennellate, superfici e colori, l’arte è capace di portare in mondi paralleli e meravigliosi. Ha saputo sviluppare con maestria la sua ricerca, sublimare la propria capacità espressiva, catturare come una calamita chi ammira le sue opere: stiamo parlando di Sergio Tedoldi, il ’re di Pegazzano’ che ha da poco tagliato il traguardo delle 90 primavere. In occasione di questo compleanno speciale, abbiamo scelto di parlarne insieme al critico d’arte Valerio Cremolini.

Possiamo definire Sergio Tedoldi un artista a tutto tondo: dalle sculture alle grafiche, passando per le tele e gli oggetti, è capace di imprimere la sua impronta a tutto ciò che tocca. Che giudizio ha della sua produzione?

"Non c’è dubbio. La sua identità artistica non è una qualità di oggi. Se ne trae la conferma scorrendo il suo vissuto che si propone con una coerenza compositiva, partecipe di una ricerca che si colloca a pieno titolo nella vasta area della contemporaneità. La sua esistenza, che oggi segna una tappa straordinariamente importante, è stata interamente dedicata alla complessità della creatività, un processo che si avvale di esperienza, sperimentazione, confronti e, talvolta, di utili ripensamenti".