A 120 anni dalla nascita, avvenuta il 12 giugno 1906, Perugia celebra oggi Sandro Penna, il massimo poeta cittadino. Lo fa questo pomeriggio con un evento in due atti, promosso dall’Ufficio di presidenza del Consiglio Comunale e organizzato dall’associazione culturale “Nemo” e dalla Società di Mutuo Soccorso. Alle 17.30 il primo momento divulgativo-scientifico, alla Sala della Vaccara, con autorità e studiosi, Tommaso Mozzati, Roberto Deidier e Carlo Guerrini. Alle 19.30 alle Logge di Braccio, in piazza IV Novembre, la performance “I poeti della città per Sandro Penna“ con letture pubbliche, da un’idea di Vanni Capoccia, animatore culturale scomparso ad ottobre, di cui l’incontro vuole essere omaggio e memoria.

Ma a caratterizzare le celebrazioni è anche un nuovo intervento a sostegno di Elio Pecora, il poeta e intellettuale che con una testimonianza al nostro giornale aveva rivendicato il suo ruolo nella riscoperta dell’opera di Penna ed espresso amarezza per l’esclusione dalle celebrazioni perugine. A parlare è Bruno Corà, illustre critico d’arte e saggista, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. "Aver escluso da questo incontro Elio Pecora è un vulnus molto rilevante – sottolinea – perché Pecora è la persona che ha davvero rimesso al centro dell’attenzione la figura di Penna". Con l’occasione Corà ricorda il lavoro di catalogazione e attribuzione delle opere d’arte trovate nella casa romana di Penna dopo la sua morte. "Mi chiamò Elio Pecora per un aiuto e da lì è nato l’inventario che abbiamo consegnato al nipote". Tante le iniziative anche a Perugia, "con una mostra, un convegno, incontri all’Accademia". Corà non vuole sollevare polemiche. "Benissimo l’iniziativa per Penna ma che si oscuri il nome di Pecora mi sembra un fatto abnorme".