Si definisce un "banchiere per caso". Ma quella scelta inaspettata, fatta nel 1999, l’ha poi portata avanti a lungo, per 27 anni. Ora Paolo Regini, 72 anni, storico presidente della Banca di Cambiano, si prepara a salutare dopo che se n’è andato, qualche mese fa, anche il direttore generale Francesco Bosio. Un rinnovamento chiesto, per non dire imposto, da Bankitalia a quella che è stata la prima e l’unica Bcc a esercitare il "way out", la possibilità di uscita dal sistema del credito cooperativo in seguito alla riforma voluta nel 2016 dal governo Renzi. Oggi è in programma l’assemblea che porterà al rinnovo del Cda, mentre lunedì entrerà (lasciando Emil Banca) il nuovo direttore, Matteo Passini, con Federica Paoletti nel ruolo di condirettrice.

Presidente, come è arrivato alla Banca di Cambiano?

"Come dico sempre, un po’ per sbaglio. Ero stato per due volte sindaco di Castelfiorentino, prima nel 1990, per il Pci, poi nel 1995 col 72% dei voti. Avrei potuto fare il terzo mandato, ma in banca c’erano grandi tensioni. Così mi chiesero una mano".

E lei accettò, lasciando la politica.

"Accettai il ruolo di presidente della banca e, in parallelo, quello di presidente di Publiservizi, la società che si occupava di rifiuti, rinunciando a fare il sindaco. Pensi che non avevo nemmeno il conto lì. Lo aprì il giorno dopo".