"Un nuovo inizio ha bisogno di solide fondamenta": è lo slogan scelto per l’housing femminile Domus LabOra. E quali fondamenta sono più solide di quelle di una casa? Non un semplice dormitorio, ma uno spazio che offre accoglienza abitativa a donne in difficoltà, anche con figli, per aiutarle a ritrovare stabilità, dignità e autonomia. Il progetto della Fondazione Laboratorio di Nazareth, sostenuto da Fondazione Monte di Lombardia e Banca Intesa, intende creare un ponte tra persone in difficoltà, imprenditori e realtà solidali. L’housing femminile Domus LabOra colmerà una carenza, perché a Pavia non esiste un dormitorio femminile e si inserisce in un’ampia visione che vede il lavoro come strumento di dignità, inclusione e crescita personale. Il progetto prevede la realizzazione di spazi abitativi e servizi dedicati all’accompagnamento delle persone verso percorsi di autonomia, in stretta connessione con le attività formative e di orientamento al lavoro promosse dalla Fondazione Laboratorio di Nazareth presieduta da Andrea Albergati, per due mandati sindaco di Pavia.

"Il disagio abitativo femminile è spesso invisibile – ha detto don Franco Tassone, consigliere della Fondazione e tra i principali promotori dell’iniziativa –. Senza una casa è difficile ripartire: lavorare, crescere i figli, costruirsi una vita. Mettiamo a disposizione una decina di posti letto, camere ampie in cui accogliere anche i bambini, ma soprattutto un luogo in cui fare formazione e creare un progetto per il futuro". L’incontro è stato aperto da Albergati che ha sottolineato come il lavoro sia la prima forma di inclusione: "Vogliamo offrire relazioni - ha aggiunto, con il sindaco Michele Lissia e il direttore della Fondazione Monte di Lombardia, Antonio Colnaghi –: un ambiente in cui condividere, sostenersi e ricominciare". M.M.