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«La lotta all'inflazione è un obiettivo necessario, ma occorre evitare che le misure adottate finiscano per comprimere la domanda interna e rallentare la crescita. La casa continua a rappresentare una priorità per milioni di italiani: rendere più difficile l'accesso al credito significa incidere direttamente sulle prospettive economiche delle famiglie e del Paese». Così Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, commenta la decisione della Banca Centrale Europea di alzare i tassi d'interesse di 25 punti base. L'obiettivo della stretta Bce è evitare la trasmissione dei rincari di gas e petrolio innescati dalla guerra in Iran agli altri prezzi e poi alle aspettative di inflazione di medio termine. La mossa «arriva in una fase nella quale gli italiani hanno continuato a investire nella casa nonostante l'inflazione, il caro vita e le difficoltà degli ultimi anni. La crescita dei mutui dimostra che l'abitazione resta il principale investimento delle famiglie e uno dei motori più importanti dell'economia reale». «Una nuova stretta sul costo del denaro», avverte Sileoni, «rischia però di rallentare questa dinamica. Quando aumentano i tassi, diventa più oneroso accedere al credito e molte famiglie sono costrette a rinviare o ridimensionare i propri progetti. Gli effetti non riguardano soltanto il mercato immobiliare, ma si estendono ai consumi e, più in generale, agli investimenti delle famiglie».










