HomeLa SpeziaCronacaUno squalo nel Golfo dei Poeti: dobbiamo avere paura? "Sono schivi, ma evitate sempre di interagirci”Dopo l’avvistamento al largo, intervista a Luca Rindi, biologo marino del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. “Può immergersi fino a quasi 900 metri. È sempre buona pratica segnalare l’eventuale presenza all’Arpat”Uno squalo mako può superare i 70 chilometri all'ora. L'ultimo avvistamento è stato al largo delle coste spezzineRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa Spezia, 12 giugno 2026 – Al largo del Tino, nel Golfo dei Poeti, si è mostrato in tutta la sua maestosità. È lo squalo Mako, avvistato dalla pinna in movimento in una zona in cui il fondale ha una profondità di circa 80 metri da un pescatore martedì scorso. Tino, Tinello e Palmaria rappresentano il tridente delle isole del Golfo spezzino, un’area elevatamente antropizzata, specialmente nella stagione estiva. Dunque, quanto è allarmante questa presenza? Lo abbiamo chiesto al biologo marino del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, Luca Rindi. “Non facciamo allarmismo – dice l’esperto –. Gli avvistamenti spesso sono legati alla pesca. Chi entra nel suo regno ad eviscerare e pasturare può attirare non solo le prede ma anche i predatori, attivando anche la sua attenzione. Predilige di pesci pelagici tra cui tonnetti, palamite, sgombri, mentre più raramente si ciba di calamari”. Qual è il suo habitat? “Questa specie ha una distribuzione molto ampia. Può vivere in acque aperte, lontano dalle coste, nei mari temperati e tropicali: dall’Atlantico al Mediterraneo, nell’Indo-Pacifico e Pacifico orientale. Si muove prevalentemente tra la superficie (una peculiarità che lo rende più soggetto ad avvistamenti) e i 150 metri di profondità e può immergersi fino a quasi 900 metri”.