L'incontro con uno squalo bianco è senza dubbio una esperienza “da brividi”, considerata eccezionale nelle acque del Mar Mediterraneo. L'ultimo avvistamento, che sta in queste ore ha attirato l'attenzione dei media facendo il giro del mondo, si è verificato durante un'immersione nel Canale di Sicilia effettuata dai volontari di Ghost Diving e Healthy Seas, organizzazioni impegnate nella protezione degli ecosistemi marini. A documentare l'incontro è stato il subacqueo Derk Remmers che, in un'intervista alla Bbc, ha raccontato di aver faticato ad accendere la sua telecamera per l'emozione. Il filmato, il primo nella storia di uno squalo bianco nel Mar Mediterraneo nel suo habitat naturale, mostra, infatti, un enorme esemplare maschio adulto di Carcharodon carcharias, una specie autoctona che è oggi considerata in pericolo critico di estinzione.Il grande squalo biancoCarcharodon carcharias, noto come grande squalo bianco, appartiene alla famiglia dei Lamnidi ed è uno dei più grandi pesci predatori esistenti: può, infatti, raggiungere oltre 6 metri di lunghezza e superare le due tonnellate di peso. Si ciba principalmente di pesci, squali e razze, anche se gli esemplari adulti possono arrivare a predare anche mammiferi marini, come per esempio foche e delfini. Dotato di un olfatto estremamente sviluppato e eccellente nuotatore, il grande squalo bianco è considerato uno dei predatori all'apice della catena alimentare più efficienti e svolge, quindi, un ruolo cruciale nel mantenimento dell'equilibrio degli ecosistemi marini, regolando le popolazioni delle sue prede.Una specie in pericoloDiffuso nelle acque temperate e subtropicali di tutti gli oceani, il grande squalo bianco è presente da milioni di anni anche nel Mar Mediterraneo, dove costituisce una popolazione oggi fortemente ridotta e, di conseguenza, anche gli avvistamenti sono diventati sempre più rari. Nonostante la sua fama (gli attacchi all'uomo sono eventi molto rari), infatti, la specie a essere sempre più minacciata dalle attività umane, in particolare dalla pesca accidentale, dalla cattura illegale, dalla perdita di habitat e dalla diminuzione delle prede naturali. Per questo motivo, Carcharodon carcharias è classificato come vulnerabile nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn), con la popolazione più precaria proprio nel Mediterraneo, classificata in pericolo critico di estinzione.Un raro, quanto speciale, incontroOgni avvistamento documentato di un grande squalo bianco nel Mediterraneo, quindi, rappresenta un'occasione preziosa, in quanto fornisce informazioni utili per la ricerca scientifica e per le strategie di conservazione della specie in un mare dove la sua presenza è oggi molto rara. Allo stesso tempo quest'ultimo incontro può essere interpretato come un segnale incoraggiante per la biodiversità marina e un promemoria dell'importanza di proseguire e rafforzare gli sforzi di conservazione negli ecosistemi marini, considerati tra i più fragili al mondo. “Gran parte delle nostre conoscenze sugli squali bianchi nel Mar Mediterraneo derivano da esemplari morti catturati durante le operazioni di pesca", ha commentato Carlo Cattano, ricercatore presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn. "Osservazioni come questa sono estremamente preziose per migliorare la nostra comprensione della distribuzione, delle abitudini e del comportamento di questa specie in pericolo critico, la cui sopravvivenza è minacciata dalle attività umane. La nostra ricerca sugli squali ci ha permesso, nel tempo, di identificare diversi punti critici per le specie minacciate, e questo avvistamento è particolarmente significativo per convalidare il valore di conservazione di quest'area”.