La storia.12 giugno 2026 alle 00:29

Se non ci fosse stata lei, sarebbe finita in tragedia. Ma il suo sangue freddo e la sua prontezza di riflessi le hanno consentito di salvare la vita alla zia. Anche se Anna Rita Artizzu, Oss con anni di esperienza, la sua professione non riesce nemmeno a svolgerla. Attualmente infatti è disoccupata: dopo aver lavorato in ospedale, il suo contratto è stato interrotto. «Con la motivazione burocratica della “mancanza di posti vacanti” in pianta organica, nonostante abbia accumulato tutti i requisiti di legge per essere stabilizzata», dice.

Tutto è successo qualche giorno fa. Alle 7,30 di una mattina qualunque, la zia di Anna Artizzu, che abita nell’appartamento accanto a quello della Oss, si sente male per un improvviso ictus ischemico acuto. «L’ improvvisa perdita di forze sul lato sinistro del corpo» racconta Artizzu, «la fa cadere a terra, causandole anche una dolorosa frattura al malleolo della caviglia». A trovarla è il marito che, colto dal panico e pensando a un semplice svenimento, chiama la nipote per farsi aiutare a rimetterla in piedi e metterla a letto. «Un errore dettato ovviamente dall'ignoranza medica che avrebbe fatto perdere ore cruciali, con conseguenze cerebrali devastanti o fatali». Ma Anna Artizzu capisce tutto subito grazie al suo istinto da ex soccorritrice del 118 e alla sua formazione da Oss. «Appena sono entrata nell’appartamento» aggiunge, «ho capito subito che la caduta è l'effetto e non la causa. Ho notato subito i segni neurologici e ho bloccato categoricamente mio zio impedendogli di muovere mia zia. Poi ho chiamato il 112 pretendendo un codice rosso per sospetto ictus».