Quello di David Riondino è sempre stato un muoversi tra musica e teatro molto storto, laterale, provvisorio, come tra mondi a sprazzi, comunicanti attraverso la voce, la poesia e la riflessione esistenziale. Ed è in questo contesto che si muove anche Non svegliate l’amore. Ovvero di testi sacri e di canzone d’autore, il cd-book uscito per Squilibri il 5 giugno, a qualche mese dalla sua morte. Il tutto era cominciato nei primi anni Novanta quando, leggendo il Cantico dei Cantici e l’Ecclesiaste, tradotti da Guido Ceronetti, David scopre alcune delle matrici profonde della canzone d’autore, soprattutto il rapporto tra canto d’amore, libertà e senso della vita. Inizia così un viaggio che lo porterà a rileggere i maestri di quel tipo di canzoni: Bob Dylan, che ha usato la Bibbia come il Grande Codice della cultura occidentale; poi Cohen che unisce mistica e passione in una sintesi perfettamente coerente; De André che crea una sorta di corto circuito tra la Buona Novella evangelica e i sogni del Sessantotto; e infine Battiato che, dalla meditazione e dal silenzio, arriva a una canzone «impegnata» a riscoprire la dimensione spirituale dell’uomo.
UN PROGETTO nato prima come spettacolo teatrale e poi come album per la Polygram di Tino Silvestri: Non svegliate l’amore, nel 1991. «Un bel disco, a mio parere – scrive Riondino – E a distanza di molti anni mi è sembrato opportuno riproporre le canzoni, con arrangiamenti diversi, curati da Maurizio Geri, e con l’inserimento di una voce femminile, Claudia Tellini. Una riedizione che corrisponde all’idea originale della composizione delle canzoni, pensate come un dialogo. E per una esecuzione lineare con strumenti acustici e organico limitato all’essenziale».






