Entro il prossimo mese di luglio l’Area Marina Protetta di dell’Isola di Capri potrebbe diventare una realtà. Se non ci saranno emendamenti, rispetto al testo della legge approvato dal Senato, si potrebbe arrivare al via libera definitivo in tempi ragionevolmente brevi. Il relatore, il deputato Giampiero Zinzi, è fiducioso: «In commissione Ambiente della Camera - ha detto - stiamo continuando il lavoro per dare il via libera all’istituzione dell’Area Marina Protetta dell’Isola di Capri che merita una legittimazione autonoma. È un provvedimento dal forte valore simbolico, oltre che giuridico, perché riconosce l’unicità di un patrimonio che non ha eguali a livello mondiale e che vanta una preziosa vocazione turistica. Si rafforza, così, la tutela dei nostri ecosistemi marini, anche attraverso lo stanziamento di un finanziamento importante che servirà per migliorare la gestione dell’area marina protetta».

Zinzi sottolinea il fatto che si tratta di una risposta giusta alle esigenze di Capri. «Il mare e le sue risorse rappresentano - ha sottolineato - un valore immenso per la nostra regione e un’opportunità di crescita e sviluppo. Crediamo che l’istituzione dell’area marina dell’Isola di Capri sia la risposta giusta per un’intera comunità e per il settore produttivo locale che in questo può trovare lo strumento adeguato per mettere a sistema le proprie energie, massimizzando i risultati, trasformando singole attività in un processo di sviluppo continuo. Ancora un provvedimento che rivendichiamo con orgoglio e che certifica come questa maggioranza guardi sempre più al Sud in maniera prioritaria. Sono certo che il testo, già approvato dal Senato, sarà anche licenziato alla Camera in tempi brevissimi». Fase attuativa Polemiche, contrapposizioni, lunghi bracci di ferro. La svolta con l’elezione dei sindaci, Paolo Falco a Capri e Franco Cerrotta ad Anacapri, che pur con sfumature diverse hanno segnato la strada definitiva verso la proposta di Area Marina Protetta «Isola di Capri». Soddisfatto il presidente di Federalberghi Capri, Lorenzo Coppola. «Con la prevista definitiva approvazione del decreto istitutivo alla Camera dei Deputati, l'Area Marina Protetta dell'Isola di Capri diventa finalmente realtà. Si tratta dell'ultimo, fondamentale tassello che va a completare lo scacchiere delle tutele nel Golfo di Napoli – sottolinea il leader degli albergatori isolani -. Con questo provvedimento, infatti, il golfo partenopeo diventa ufficialmente il primo in Italia a essere interamente coperto e salvaguardato da aree marine protette, un primato nazionale che restituisce centralità alla salute del nostro mare». Non appena arriverà l’approvazione definitiva si passera alla fase attuativa, quella più delicata perché sotto la guida del ministero dell’Ambiente bisognerà perimetrare le aree, quella a tutela integrale come i Faraglioni, sempre più presi d’assalto da scorribande di diportisti incivili; e quelle più appetibili dai charter che vogliono poter svolgere il loro lavoro senza troppi vincoli. È il caso della Grotta Azzurra, che ricade nel comune di Anacapri e alimenta importanti giri di affari. Ed è il caso di Marina Piccola, che soprattutto nei fine settimana e nei giorni centrali di agosto è presa d’assalto dai diportisti. La perimetrazione sarà insomma il vero banco di prova della volontà di tutela su cui dovranno confluire i due comuni isolani. «La vera sfida – aggiunge il leader degli albergatori Coppola - consiste nel dimostrare concretamente che è possibile uno sviluppo economico locale che non impatti negativamente sull'ecosistema. Per vincere questa scommessa, diventa fondamentale che gli operatori, insieme alle istituzioni, rendano il parco funzionale a una crescita sostenibile dell'isola di Capri». In questo senso, sarà decisivo il regolamento del parco marino. «Si tratta di un percorso - dice Coppola - in cui la cooperazione tra tutte le categorie produttive e le istituzioni deve configurarsi come un vero e proprio atto di amore e di profonda responsabilità verso l'isola, un impegno condiviso per scriverne le regole, custodirne l'unicità e garantirne il futuro. Sarà necessaria una forte sinergia per coniugare la protezione dell'ambiente con la valorizzazione del lavoro di pescatori, ormeggiatori e operatori turistici».