Uno 'Special One' sulla panchina per risollevare le sorti del Real Madrid. E un tifoso davvero speciale con la tessera di socio onorario, Papa Leone XIV. Appena riconfermato presidente del club 'blanco', Florentino Perez va all'attacco: prima annunciando di aver concluso con Josè Mourinho l'accordo triennale, per allenare il Real fino al 2029, e poi di aver conferito al Pontefice la tessera di socio onorario. Nei giorni scorsi, durante la sua visita pastorale in Spagna, Leone aveva ammesso di essere un sostenitore della squadra 'merengues'.

"Il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost per il Real": e tanto era bastato a risollevare il morale di una tifoseria affranta dall'anno nero in Spagna e in Champions. Qualcosa di diverso serve per risollevare la squadra. Cosi' Perez, ingaggiati Konatè e Dumfries per la difesa, ha scelto il piu' duro dei tecnici possibili: non un giochista, ma uno 'Special' dai modi spicci e dai meriti contesi in Spagna.

"Ha fatto male al calcio spagnolo", disse di lui Iniesta negli anni di fuoco di Mourinho al Real, tra 2010 e 2013, quando il portoghese si oppose al Barcellona di Messi e Guardiola vincendo una Liga, ma fallendo l'avventura in Champions. Il ritorno sulla panchina degli ex Galatcticos trova un Mourinho diverso da quello feroce del tempo, appesantito dagli esoneri in Premier, ma sempre sulla breccia anche con club meno blasonati. E comunque ancora affamato di vittorie. Mourinho ha rescisso col Benfica, e detto si' a Perez che vuole ridare un trofeo al Real per il quale due anni senza vittorie sono un'eternità. A Mou, invece, la vittoria manca dalla Conference vinta con la Roma nel 2022. Il suo compito sara' trovare l'equilibrio in attacco tra Mbappé, Vinicius Junior e Jude Bellingham. A Perez basterebbero i risultati, ma i tifosi forse chiederanno anche di piu'.