«Un anno fa il nostro mondo si fermava. Oggi, dopo dodici mesi, ci accompagna una domanda: come si ringrazia un Paese intero che ha scelto di non dimenticare? Perché in questo tempo non abbiamo ricevuto solo vicinanza, ma umanità. Abbiamo visto istituzioni, comunità, colleghi, amici e sconosciuti stringersi al ricordo di Carlo con una delicatezza che porteremo sempre con noi». Sono le parole della vedova di Carlo Legrottaglie, il maresciallo dei carabinieri ucciso il 12 giugno del 2025 a Francavilla Fontana, nel Brindisino. Domani la moglie del militare, Eugenia Pastore, parteciperà alla cerimonia di commemorazione. «Un pensiero speciale va ai colleghi della compagnia dei Carabinieri di Francavilla Fontana. In questi mesi ci siamo resi conto che esistono famiglie che nascono dal sangue e famiglie che nascono dal rispetto e dall’affetto. Loro - aggiunge - sono diventati la nostra famiglia. Ci sono stati nel dolore più forte e nel silenzio, ma soprattutto ci sono stati dopo, quando lentamente la vita ha ripreso il suo corso e il peso dell’assenza ha iniziato a farsi sentire nella quotidianità. Attraverso di loro continuiamo a sentire vicino Carlo e il suo amore per l’Arma e per il suo lavoro. Sapere che una parte di lui continua a vivere in questo legame è una grande consolazione». «Grazie al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sua presenza e vicinanza nei momenti più difficili. Grazie alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro della Difesa Guido Crosetto, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e a tutte le autorità civili, militari e religiose che - conclude la moglie del militare ucciso - hanno accompagnato il nostro dolore con rispetto».