Schlein: «Avete fallito». Conte: «Toccherà a noi rilanciare l’Italia». Bagarre alla Camera sulle frasi sessiste di Silvestri (M5s). Poi la nota unitaria Pd-M5s-Avs: «Ci impegniamo in una battaglia comune contro la deriva di una destra che teme di perdere» Lo scontro in aula è ruvido, durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo, come sempre. Alla Camera Giuseppe Conte definisce Giorgia Meloni «la regina delle tasse», «lady Tax» Matteo Renzi al Senato. Ma stavolta, più delle precedenti, il clima da vigilia del voto si sente forte e chiaro, da una parte e dall’altra. Il presidente M5s attacca: quelli della destra sono stati «quattro anni di governo con zero riforme», con «un calo della produzione industriale», «l’Italia ritornata fanalinPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Daniela PreziosiCronista politica e poi inviata parlamentare del Manifesto, segue dagli anni Novanta le vicende della politica italiana e della sinistra. È stata conduttrice radiofonica per Radio2, è autrice di documentari, è laureata in Lettere con una tesi sull'editoria femminista degli anni Settanta. Nata a Viterbo, vive a Roma, ha un figlio.
Dopo l’aula, uniti sulla legge elettorale: i progressisti si appellano al «fronte del No»
Schlein: «Avete fallito». Conte: «Toccherà a noi rilanciare l’Italia». Bagarre alla Camera sulle frasi sessiste di Silvestri (M5s). Poi la nota unitaria Pd-M5s-Avs: «Ci impegniamo in una battaglia comune contro la deriva di una destra che teme di perdere»
Pd, M5s e Avs si coalizzano contro riforma elettorale Meloni, denunciando quattro anni senza riforme e calo produzione industriale. Incertezza politica prolungata rallenta il dibattito su AI governance, digital sovereignty e allocazione fondi innovazione.











