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Dal 10 giugno la piattaforma di sharing estone Bolt ha attivato a Milano un servizio di prenotazione di noleggio con conducente, o Ncc: significa che attraverso l’app di Bolt le persone possono prenotare un viaggio in auto a pagamento con un autista, in sostanza lo stesso tipo di servizio che in Italia offre Uber, di cui Bolt sarà concorrente. Bolt è attiva con servizi di trasporto in più di 50 paesi ed è molto usata e conosciuta fuori dall’Italia, dove invece non aveva mai proposto un servizio simile.
Come già succede con Uber, oltre agli Ncc l’app di Bolt dovrebbe permettere di prenotare anche corse in taxi, una volta che avrà attivato convenzioni con servizi di radiotaxi (ancora non lo ha fatto). Questa formula ibrida, che prevede la collaborazione tra i servizi di taxi e Ncc, dovrebbe almeno nelle intenzioni provare a superare le tensioni nate negli anni tra gli Ncc e i tassisti, che li accusano di svolgere un’attività analoga senza essere soggetti agli stessi vincoli normativi.
In Italia Uber, e ora anche Bolt, funzionano in modo un po’ diverso: in altri paesi le piattaforme danno la possibilità quasi a chiunque di proporsi come autista (poi ogni paese ha i suoi vincoli), utilizzando la propria auto e senza dover pagare costose licenze come devono fare i tassisti in Italia. Questa maggiore flessibilità permette a Uber e Bolt di applicare prezzi piuttosto popolari, rispetto ai taxi tradizionali: per questo i tassisti si sono sempre opposti a servizi di questo genere, ritenendoli una concorrenza sleale, e per questo in Italia si è trovata la soluzione di farli lavorare come Ncc, che hanno prezzi un po’ più alti perché sono servizi con autisti di professione.









