Il 15 aprile 2026 ha segnato una svolta discreta ma profonda in molte abitazioni italiane: il debutto di Alexa+. Amazon non ha varato un semplice aggiornamento del suo noto assistente vocale, bensì un’operazione industriale destinata a ridefinire il nostro rapporto con l’intelligenza artificiale, i servizi in abbonamento e la quotidianità domestica. Il nodo economico: l’esca per l’ecosistema Prime Al lancio, la versione potenziata è stata proposta tramite un programma di Accesso Anticipato completamente gratuito. Il vero banco di prova arriverà però al termine di questa finestra promozionale: una volta conclusa, Alexa+ avrà un costo di 22,99 euro al mese per chi non è iscritto ad Amazon Prime, mentre resterà compresa senza sovrapprezzo per tutti gli abbonati. Considerando che oggi Prime in Italia costa 4,99 euro al mese (o 49,90 euro l’anno), la strategia appare chiara. Il canone “standalone” di 22,99 euro funziona come “prezzo segnale”: comunica l’elevato valore percepito dell’IA, ma rende l’abbonamento Prime una scelta quasi inevitabile sul piano economico. In questo modo, Alexa+ diventa la leva ideale per rendere Prime “irrinunciabile” e consolidare la fedeltà all’ecosistema Amazon.
Più intelligente, più cara: il vero volto di Alexa+
La nuova interfaccia conversazionale promette miracoli. Gratis per i clienti Prime, un vero salasso per tutti gli altri
Amazon ha lanciato il 15 aprile Alexa+ con AI conversazionale: gratuita inizialmente, poi 22,99€/mese (inclusa in Prime). Strategia lock-in: il prezzo comunica valore AI e rende Prime irrinunciabile; i dati rendono poi costoso migrare.










