Ho partecipato per qualche settimana al programma di anteprima di Alexa+ di Amazon, e così ho avuto modo di mettere alla prova il nuovo assistente in vari ambiti: dalla routine quotidiana alla gestione della smart home, fino alle conversazioni estemporanee. Da utente di lunga data di Alexa, posso affermare con sicurezza che Alexa+ è un’evoluzione significativa per l’assistente vocale. Il salto in avanti nella comprensione del linguaggio naturale, nell’intelligenza emotiva e nell’interazione proattiva è evidente e rende l’esperienza molto più coinvolgente. Tuttavia, per quanto impressionante sia la tecnologia, la vera sfida per Amazon non è solo migliorare ancora Alexa+, ma cambiare radicalmente il modo in cui gli utenti si relazionano e utilizzano il loro assistente vocale. L’ostacolo non è nel codice, ma nelle abitudini e aspettative di milioni di persone. Continuare a chiamarla “assistente” sembra perfino limitante rispetto a ciò che è diventata e alle possibilità che apre.

Dialetto, cucina e barzellette: ecco come Alexa impara l'italiano

19 Agosto 2021

Naturale, fluida e umana

Fin dalle prime interazioni, la differenza tra Alexa+ e la versione originale è evidente, e non solo per via della voce diversa. Le conversazioni scorrono in modo molto più naturale, con la possibilità di interrompere, correggere o cambiare argomento a metà frase, rendendo Alexa molto meno “meccanica”. Personalmente, faccio ancora fatica a considerare agenti AI come Copilot o Gemini dei “compagni”, ma capisco perché alcuni possano vedere Alexa+ in questi termini.