Le dichiarazioni di voto sono state l’occasione per i leader del centrosinistra di incalzare Giorgia Meloni, alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. “La smetta di fare la vittima - ha attaccato il co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli -, non è l'unica a venire dal basso. Complimenti per il cheerleading dalle tribune di Fratelli d'Italia. Sappiamo bene qual è la propaganda di Meloni". L'Aula rumoreggiava ma Bonelli è andato avanti: "Cheerleading è chi organizza il tifo. Se non si può più esercitare una critica, perché esiste una dittatura della maggioranza anche sull'analisi del linguaggio dell'opposizione no grazie".Ha preso poi la parola il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte: "L'Italia torna fanalino di coda in Europa”, ha detto iniziando il suo intervento l'ex premier. Sanità, energia, alleanze, riarmo. "La riforma della sanità? Uno schiaffo ai sei milioni di cittadini che rinunciano alle cure". L'affondo poi passa al ponte sullo Stretto. "C'è il giochino che vi è fallito fra le mani: il ponte sullo Stretto. Avevate promesso di mettere la prima pietra. La prima pietra è arrivata ed è tombale: l'inchiesta sulla corruzione". "Basta bugie, basta propaganda”, ha attaccato la segretaria Pd Elly Schlein, che inizia dal capitolo sanità e passa alla scuola con l'approvazione del ddl Valditara. Ma la chiave dell'intervento sta su crescita, energia e politica estera. "Crescita a zero nonostante il Pnrr, il Paese è fermo - ha puntato il dito Schlein -. Voglio cogliere l'appello al coraggio della verità. Basta bugie e basta propaganda, pensavamo che (Meloni) ci avrebbe spiegato come risolvere la crisi di Hormuz, non quella di Orbán. Abbiamo una crescita zero malgrado il Pnrr. L'unico investimento sono i 13 miliardi sul Ponte bloccato dalla Corte dei conti e ora dalle inchieste. C'è una distanza enorme fra il Paese raccontato da Meloni e quello di chi vive fuori da Palazzo Chigi”.
Schlein, Conte e Bonelli contro Meloni alla Camera: "Basta bugie e propaganda" - Il video
Dalle liste d'attesa nella sanità al Ponte sullo Stretto, passando per crescita economica e politica estera: nelle dichiarazioni di voto le opposizioni accusano















