| 11 Giugno 2026 18:03 |

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(Adnkronos) – Il feretro di Pamela Genini può essere stato profanato da un’unica persona, senza l’aiuto di complici. E’ quanto ha confermato una simulazione tecnica svolta questa mattina dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bergamo e della sezione operativa della compagnia di Zogno, nel cimitero di Strozza, il paese natale della 29enne uccisa lo scorso ottobre a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin.

Le prove tecniche, nell’ambito delle indagini coordinate dalla procura di Bergamo per vilipendio di cadavere, sono state svolte questa mattina alla presenza del sindaco di Strozza, del personale comunale addetto alla manutenzione del cimitero e del titolare dell’agenzia di onoranze funebri incaricata della tumulazione. L’obiettivo era “verificare le concrete modalità esecutive della profanazione” e

in particolare – riferiscono i carabinieri del comando provinciale in una nota – la “possibilità di estrazione e successivo reinserimento del feretro all’interno del loculo”. Per la simulazione sono state riprodotte “fedelmente le condizioni originarie” in cui il la bara si trovava, dopo essere stata tumulata lo scorso 24 ottobre nel piccolo cimitero del comune della Bergamasca.