Continuano i colpi di scena per l’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, 34 anni, designato dalla Fifa per i Mondiali in Canada, Messico e Stati Uniti ma respinto dalle autorità americane per motivi ancora da chiarire, anche se l’ipotesi più accreditata sia un caso di omonimia con un uomo legato a un’organizzazione terroristica della Somalia, Al Shabab. Dopo lo stop all’aeroporto di Miami e l’addio alla competizione, la Uefa lo ha scelto per dirigere la finale di Supercoppa europea del 12 agosto a Salisburgo tra Psg e Aston Villa.

La svolta è il frutto dei colloqui fra il presidente dell’associazione europea, Aleksander Čeferin, e la Confederation africaine de football (Caf) di Patrice Motsepe, all’indomani del ritorno in pompa magna in patria, accolto a Mogadiscio dal presidente somalo e da migliaia di sostenitori.

«Il calcio è fatto per unire le persone e la Uefa vuole mostrare il suo rispetto per Omar e per le sue straordinarie capacità arbitrali», ha affermato Čeferin, seguito a ruota dall’omologo della confederazione africana: «Omar Artan ha reso estremamente orgogliosi la Somalia e l'intero continente africano. Il premio di arbitro dell'anno 2025 e la sua nomina ad arbitro della Coppa del Mondo 2026 sono un riconoscimento del rispetto internazionale di cui gode».