"Per mediare con la Russia - afferma Meloni - serve una figura autorevole". E all'Ue: "Burocrati non cambino decisioni politiche"

"Non dipende da chi faccia o meno parte di quel formato, ma piuttosto dal fatto che nessun formato ha legittimità per parlare a nome dell'Europa. Perciò bisogna individuare una figura autorevole".

Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, che ha tra i temi principali proprio l'Ucraina, si toglie un sassolino dalla scarpa contro i volenterosi — Francia, Gran Bretagna e Germania — che, proponendo formati variabili, complicherebbero i negoziati, nei quali l'Europa deve essere protagonista.

"La nostra posizione, il sostegno verso Kiev, non cambia", aggiunge. Anche se sull'ingresso nell'Unione procede cauta: percorso di adesione nel rispetto del principio del merito, come per gli altri candidati vedi i Balcani.

Intervento nel quale affronta le questioni sul tavolo: dalla competitività al Medio Oriente fino al prossimo bilancio dell'Europa. Temi che declina rivendicando l'imprinting del governo (vedi i centri in Albania, divenuti modello in Europa), ma non solo.