La mini-Montepaschi comprendente 635 filiali che, post Opas su Siena, Intesa Sp venderà a Unipol, costerà tra 3 e 3,5 miliardi. Questa somma, come ha spiegato Carlo Cimbri, verrà raccolta per 2,5 miliardi da un aumento di capitale e per un miliardo residuo, dalla cassa a disposizione della compagnia bolognese. La banca, al netto delle costeranno 5,5 milioni ciascuna.Il pacchetto proveniente da Rocca Salimbeni andrà a rafforzare la presenza di Bper nelle regioni a maggiore vocazione produttiva del Paese: Toscana, Umbria, Campania, Puglia, Calabria. «Nel guardare al risiko, avvertivo un problema Antitrust», ha detto due giorni fa Carlo Messina, illustrando l'Offerta su Mps, «abbiamo trovato Cimbri, disponibile che è una persona di cui mi fido». Questa operazione si inserisce nella storia recente delle filiali bancarie italiane. Dal picco del 2008, quando gli sportelli bancari superavano quota 34mila, la rete italiana si è progressivamente assottigliata agli attuali 20mila unità. In poco più di 15 anni sono state chiuse oltre 14mila filiali (- 40%). Parallelamente, il numero di operazioni effettuate tramite canali digitali è cresciuto costantemente. A parte l'operazione sulle filiali ex Ubi imposto dall'Autorità, nel 2007, a seguito della fusione Intesa-Sanpaolo Imi, per rispettare le prescrizioni Antitrust, furono ceduti 198 sportelli in Italia a un consorzio formato da Carige, CreVal, Veneto Banca e Popolare di Bari per la stratosferica cifra di 1,9 miliardi pari a 9,5 milioni a sportello. Invece nel 2017 per il salvataggio delle banche venete, Intesa Sanpaolo spese il prezzo simbolico di un euro, accollandosi 950 punti vendita.
Unipol, 3,5 miliardi per la nuova Montepaschi
La mini-Montepaschi comprendente 635 filiali che, post Opas su Siena, Intesa Sp venderà a Unipol, costerà tra 3 e 3,5 miliardi. Questa somma, come ha spiegato Carlo Cimbri,...










