Milano, 11 giu. (askanews) – Amorim ha avviato in Portogallo la decortica 2026, il passaggio da cui prende avvio la filiera del sughero, e accompagna l’inizio della raccolta con un nuovo studio LCA che attribuisce al tappo in sughero un’impronta di carbonio negativa entro i confini del sistema analizzato, dalla foresta alla conclusione del processo produttivo “gate”. La campagna, partita a metà maggio, andrà avanti fino alla fine di luglio e si preannuncia regolare, in linea con la media dell’ultimo decennio.

La decortica consiste nella rimozione della corteccia dalla quercia da sughero senza danneggiare la pianta. È un’operazione che richiede esperienza e precisione e che, dopo il distacco della corteccia, attiva un processo rigenerativo capace di aumentare fino a cinque volte l’assorbimento di anidride carbonica. In questo quadro le sugherete del bacino mediterraneo entrano nel discorso sul clima e sulla desertificazione non come sfondo evocativo ma come parte della tenuta ambientale di questi territori.

Sul piano industriale, il punto che Amorim lega a questa fase della raccolta è il risultato dello studio sviluppato secondo la norma ISO 14067. Il dato riguarda i limiti del sistema esaminato e, dentro quel perimetro, il tappo in sughero trattiene piu CO2 di quanta ne venga emessa per produrlo. È questo il passaggio con cui il gruppo rafforza la propria lettura del sughero come chiusura per vino legata alla sostenibilità.