Roma, 11 giu. (askanews) – L’industria dell’audiovisivo italiano (escluso il cinema) si conferma un motore economico ad alto rendimento: nel 2023, a fronte di una spesa di 8 miliardi di euro in produzione e servizi, il settore ha attivato 23,5 miliardi di valore della produzione, traducendosi in 11,8 miliardi di PIL, 153 mila occupati e 3,2 miliardi di gettito fiscale. I dati emergono dalla ricerca di OpenEconomics per APA (Associazione Produttori Audiovisivi), presentata oggi a Roma dalla presidente dell’Apa Chiara Sbarigia agli Stati Generali della Cultura.
Il dato chiave è il moltiplicatore economico: ogni euro speso nel comparto genera 1,47 euro di PIL, il 13% in più rispetto alla media della spesa pubblica nazionale (1,3). Inoltre, i 3,2 miliardi di gettito fiscale restituiti allo Stato valgono oltre otto volte gli incentivi ricevuti dal comparto sotto forma di Tax Credit per le sole opere scripted (circa 380 milioni di euro nell’anno considerato).
“Quella dell’audiovisivo non è un’industria parassitaria o assistita – ha dichiarato Sbarigia – ma un settore cruciale che riversa effetti benefici su occupazione e filiere diverse come ICT, immobiliare, turismo e ristorazione”. Secondo la metodologia SROI, il comparto genera anche 25 miliardi di benefici sociali netti (4,5 euro di valore sociale per ogni euro investito).







