Si sente «un capobranco», considera una «diceria» fuori luogo l’idea che possa continuare a influenzare il Lecce una volta conclusa la sua esperienza in giallorosso e lascia intendere che il ritorno in pista potrebbe arrivare presto e con un progetto importante, anche se, come ricorda lui stesso, «per sposarsi bisogna essere in due».
Pantaleo Corvino si è presentato così ieri davanti agli studenti del corso di formazione per direttore sportivo nel calcio 2026 all’UniSalento, protagonista della lezione conclusiva ospitata dal dipartimento di Scienze giuridiche a Ecotekne. Non manca un indizio per il futuro dell’attuale diesse del Lecce, Stefano Trinchera, ancora in bilico: «La speranza è quella che non si debba ricominciare sempre tutto daccapo con i collaboratori e che si possa continuare a lavorare con chi si è formato è conosce bene il mio metodo di lavoro».
Corvino, da poco uscito dal ruolo di direttore dell’area tecnica del Lecce, ha ripercorso la propria esperienza professionale alternando riflessioni sul management sportivo, racconti personali e indicazioni rivolte a chi sogna una carriera dirigenziale. Il primo messaggio è per loro: «Se ce l’ho fatta io partendo da Vernole, possono farcela anche loro», ha spiegato, invitando gli studenti a «coltivare i propri sogni con determinazione e continuità».











