L’intelligenza artificiale (ia) sarà quasi sicuramente la tecnologia più rivoluzionaria nella storia del mondo. Avrà un impatto profondo sulla vita di ciascun uomo, donna e bambino negli Stati Uniti. Porterà – e sta già portando – cambiamenti inimmaginabili nella nostra economia, nella nostra democrazia, nel nostro benessere psicologico, trasformerà il nostro ambiente e il modo in cui educhiamo e facciamo crescere i nostri figli. Inoltre, c’è un timore molto concreto che quando l’ia diventerà più intelligente degli esseri umani a un certo punto potrà arrivare a funzionare in modo autonomo, con conseguenze potenzialmente catastrofiche.

La domanda quindi non è se l’ia cambierà il mondo. Questo succederà senz’altro. La domanda è: chi possiederà e controllerà quel futuro? Chi ne trarrà beneficio e chi ne sarà danneggiato? L’ia sarà usata per migliorare la vita delle famiglie di lavoratori e lavoratrici? Arricchirà la nostra qualità della vita? Ci aiuterà a eliminare la povertà, a prolungare l’aspettativa di vita e a risolvere la crisi climatica? O il futuro dell’umanità sarà determinato dal gruppetto di miliardari che l’hanno promossa e sviluppata, senza praticamente nessun coinvolgimento democratico, e che diventeranno ancora più ricchi e potenti di oggi?