La traiettoria verso prodotti a ridotto impatto ambientale, come la conversione dei dispositivi inalatori su cui Chiesi sta investendo, richiede l'adozione di standard condivisi
a
Roma, 11 giugno 2026 - Anche l’industria farmaceutica può essere motore della transizione sostenibile ambientale e industriale: perché questo avvenga è necessario anche un quadro regolatorio stabile, prevedibile e armonizzato. La traiettoria verso prodotti e processi a minore impatto ambientale, inclusa la conversione dei dispositivi inalatori medici con gas propellenti a ridotto impatto ambientale, su cui Chiesi sta investendo, richiederebbe l’adozione di nuovi standard condivisi, come ad esempio il protocollo PAS 2090:2025, approvato dalla Federazione europea EPFIA, utile per misurare anche gli impatti ambientali dei farmaci e contribuire a dimostrare l’importanza del binomio sostenibilità ed efficacia. In questa prospettiva, innovazione, salute pubblica e responsabilità sono le leve della strategia futura delle scienze della vita.
È quanto emerso nel corso del convegno “Respiriamo il Futuro. Tecnologia e sostenibilità per la salute respiratoria”, organizzato da Chiesi Italia, azienda con sede a Parma e parte del Gruppo Chiesi, che integra Ricerca e Sviluppo, innovazione e sostenibilità nel proprio modello industriale. L’iniziativa ha promosso un confronto tra istituzioni e comunità scientifica con l’obiettivo di contribuire all’individuazione di soluzioni sostenibili per la gestione delle malattie respiratorie croniche, anche in un’ottica di evoluzione delle policy sanitarie. Diventa infatti sempre più urgente colmare il divario tra il peso reale delle patologie respiratorie e la loro priorità nell’agenda politica.










