Anthropic propone un salto di scala nella regolazione dei modelli di frontiera. Nel documento “Advanced AI Framework”, diffuso a giugno 2026, l’azienda sostiene che la sola trasparenza non basta più e che i governi debbano imporre obblighi precisi ai grandi sviluppatori: test sui rischi catastrofici, verifiche esterne, pubblicazione periodica dei risultati, segnalazione rapida degli incidenti critici e, nei casi estremi, poteri pubblici per bloccare o limitare il rilascio di modelli giudicati troppo pericolosi. È un passaggio politico rilevante perché arriva da una delle società che stanno costruendo i sistemi più avanzati e perché lega la governance dell’AI non solo alla tutela dei consumatori o del copyright, ma a rischi di sicurezza nazionale, biosecurity e cyberoffense.Il testo ha due pilastri. Il primo riguarda i doveri dei “frontier developer”, cioè le aziende che addestrano modelli abbastanza potenti da generare rischi sistemici. Il secondo riguarda la resilienza pubblica: investimenti in biosorveglianza, contromisure mediche, sicurezza del software, patching, protezione delle infrastrutture critiche e capacità di risposta statale. La tesi di fondo è: anche con regole severe sui laboratori, il rischio non scende abbastanza se Stati, sanità e reti digitali restano vulnerabili.Indice degli argomenti: