| 11 Giugno 2026 13:02 |

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(Adnkronos) – “La professione dell’ingegnere clinico è una delle più importanti quando parliamo di innovazione tecnologica e di salute pubblica. La sanità è un settore che recentemente è stato fortemente impattato da un’evoluzione tecnologica ad ampio spettro. Di solito si cita sempre l’intelligenza artificiale. In realtà, però, ci sono tante altre nuove tecnologie che sono entrate in modo molto massivo ultimamente nel mondo della sanità, a cominciare dai sensori alle tecniche ottiche, alla robotica. Questo ovviamente fa sì che ci debba essere per forza un ponte tra chi sviluppa e produce la tecnologia e chi la impiega per risolvere problemi. E l’ingegnere clinico è fondamentale da questo punto di vista perché, oltre a occuparsi della tecnologia, si occupa ovviamente anche dell’integrazione della tecnologia in quelli che sono i flussi clinici, diagnostici o terapeutici, che sono alla base per fornire un buon servizio al cittadino”. Lo ha detto Filippo Molinari, professore ordinario di Bioingegneria al Politecnico di Torino, intervenendo al Convegno nazionale dell’Aiic-Associazione italiana ingegneri clinici, in corso fino al 13 giugno nel capoluogo piemontese.