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Hanno danneggiato un mezzo e rotto alcuni parapetti di muratura all’interno di un fabbricato realizzati dalla ditta Viraco Costruzioni Sas, appaltatrice dei lavori su un bene confiscato alla ‘ndrangheta per la realizzazione di una piscina coperta semi olimpionica in via Limastro, a Rosarno. Il fatto è avvenuto ieri notte, quando ignoti hanno tagliato la rete confinante per introdursi nel cantiere, dove hanno compromesso il motore di una betoniera. Il titolare dell’impresa dopo aver avvisato il sindaco Pasquale Cutrì e il suo vice Teodoro De Maria con delega ai Lavori Pubblici, ha sporto denuncia ai carabinieri della locale stazione. La storia si ripete. Non è la prima volta che le imprese impegnate sui terreni confiscati alla criminalità organizzata subiscono attentati intimidatori, segno della pressione della ‘ndrangheta. Malgrado tutto, i lavori sono già ripresi. L’intervento rientra nell’ambito dell’“Agenda Urbana 2014-2020 – Strategia Urbana di Sviluppo Sostenibile” finanziata con fondi Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020. Il quadro economico complessivo dell’opera ammonta a 1.383.402,73 euro, interamente coperti da finanziamento pubblico. L’obiettivo del progetto è completare e rifunzionalizzare un fabbricato già realizzato e portato a rustico, trasformandolo in una struttura destinata a scopi sociali, sportivi, ricreativi ed aggregativi. I lavori erano stati affidati alla ditta in questione lo scorso 8 febbraio, per un importo ribassato di circa 877 mila euro.