Mai, come in questo caso, l’espressione “la punta dell'iceberg" per raccontare un cambiamento in atto difficile da osservare e che nasconde rischi futuri è tanto azzeccata. Uno studio appena pubblicato su Nature ci dice infatti proprio questo: dall’inizio degli anni Duemila il numero di iceberg dell’Artico è vertiginosamente aumentato e questo sta portando ad una alterazione dei fondali marini e nuovi rischi per il Pianeta. La causa è ancora una volta la crisi del clima che con le temperature a rialzo impatta sulla destabilizzazione dei grandi ghiacciai, come quelli della Groenlandia nord-orientale o di alcune aree dell’Artico russo.
Le alterazioni
Ghiacciai che contengono da millenni detriti, rocce, sedimenti ed elementi di vario tipo. Quando però, nell’Artico che si surriscalda talvolta al triplo della velocità rispetto alla media di altre zone della Terra, avvengono distacchi e si creano nel tempo iceberg che vanno alla deriva, quest’ultimi diventano dei trasportatori di questi elementi che – con il tempo e lo scioglimento –rilasciano nelle profondità marine sedimenti creando in fondo al mare un substrato duro che diventa così nuovo habitat per la vita, alterando l’esistenza delle comunità di specie presenti nelle profondità marine.









