Si fingeva medico estetico la 30enne tarantina «pizzicata» a marzo 2025 da Striscia la notizia nel suo studio in Città vecchia e ora accusata di esercizio abusivo della professione e anche frode processuale. È quanto emerge dall'avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Francesca Colaci che ha coordinata l'inchiesta dei carabinieri chiamati, in quella giornata, a sedare le tensioni nate tra l'indagata e la troupe del tg satirico di Antonio Ricci.
Nel primo capo d'accusa si legge che la donna, «qualificandosi come medico estetico» prendeva appuntamenti e ed «effettuava trattamenti sanitari di diverso tipo, fra i quali “filler” “botox” “peeling”, “prp” “dripology” “prophilo” “Pdothreads”» così svolgendo attività esclusive della professione medica pur non avendone mai conseguito il titolo. Quel giorno di marzo gli inviati del programma di Canale 5 erano giunti per documentare non le condizioni del centro estetico o la sua regolarità formale, ma proprio il titolo di studio della titolare. Quella presenza aveva però scaldato gli animi che i militari hanno placato in breve tempo.
Sul luogo, a pochi metri dalla Ringhiera, si era infatti creato in pochissimo tempo il «tradizionale» capannello di gente che ormai accompagna gli scoop del programma di Mediaset.







