A Catania e Comiso, Sicilia sud-orientale, sulla privatizzazione degli aeroporti, oggi in mano pubblica, fanno come dice la Corte dei Conti sarda, a differenza di quanto sta avvenendo con lo scalo di Cagliari. C’è un bando per cercare un azionista privato, «conformemente all’articolo 10 del decreto legislativo 175/2016». Una gara aperta a tutti, dal 4 maggio scorso. Scadeva il 3 giugno ma è stata prorogata al 15 «per far fronte alle numerose richieste di chiarimenti formulate dagli operatori interessati alla procedura di cessione, anche al di fuori dell’Ue».

Il caso analogo

Gli aeroporti di Catania e Comiso sono gestiti oggi dalla Sac spa. Il socio di maggioranza è la Camera di commercio del Sud est Sicilia che detiene il 60,64%. Una situazione analoga a quella di Cagliari, sebbene l’ente sardo abbia un pacchetto azionario ancora maggiore, pari al 94,45%. In Sicilia gli altri azionisti sono i rispettivi Comuni di Catania (al 2,02%) e Comiso (allo 0,96%), più la Città metropolitana, il Libero Consorzio di Siracusa e l’Istituto regionale per le Attività produttive, ciascuno dei tre con il 12,13% (arrotondato).

Il quadro normativo

Il decreto 175 citato dalla Sac nel bando è il Tusp, il Testo unico delle società partecipate, richiamato dalla Corte dei Conti sarda, Sezione Controllo, nel parere obbligatorio (anche se non vincolante) rilasciato nel 2023 sulla privatizzazione dello scalo di Cagliari. Un’operazione bocciata dai giudici contabili dell’Isola anche per l’assenza di gara pubblica. Hanno scritto ancora alla Sac siciliana: «La Società intende svolgere una procedura di selezione nel rispetto della normativa sopra menzionata e, comunque, improntata a principi di pubblicità, trasparenza e non discriminazione, nelle forme e secondo le modalità descritte nel presente avviso, recante “Invito a presentare manifestazione di interesse per la cessione di una partecipazione azionaria di maggioranza nel capitale sociale”».