Roma, 11 giu. (askanews) – La morte di una donna di 48 anni e della figlia dodicenne a Hong Kong ha riportato all’ordine del giorno una delle ferite più profonde delle società cinesi contemporanee: la pressione scolastica, la competizione tra famiglie, l’idea che il rendimento dei figli sia non solo una promessa di futuro, ma anche una misura del valore dei genitori. L’episodio, riferito dal South China Morning Post, è avvenuto nel complesso residenziale di Taikoo Shing. La polizia ha confermato la morte della donna, mentre il quotidiano ha scritto, citando una fonte, che la figlia è stata trovata morta circa dieci ore più tardi. Le circostanze sono ancora oggetto d’indagine, ma madre e figlia avrebbero avuto una discussione legata a questioni scolastiche.
Il caso è avvenuto a Hong Kong, dove il sistema educativo è distinto da quello della Cina continentale. La regione amministrativa speciale non utilizza il famigerato “gaokao”, l’esame nazionale cinese per l’accesso all’università, ma un proprio percorso, centrato sul Hong Kong Diploma of Secondary Education, l’Hkdse, alla fine della scuola secondaria. La pressione, tuttavia, comincia molto prima: già alla fine della primaria, l’assegnazione alle scuole secondarie e la scelta degli istituti migliori diventano per molte famiglie un passaggio carico di ansia. A dodici anni, l’età della ragazza morta a Taikoo Shing, uno studente può trovarsi proprio nella fase in cui la traiettoria scolastica viene percepita come decisiva.












