C'è un'ora, all'alba del 7 giugno, in cui la Cina trattiene il respiro. Davanti ai cancelli delle scuole si forma la stessa scena di sempre: madri che stringono una bottiglietta d'acqua, padri che fingono calma, insegnanti schierati come una piccola guardia d'onore. Dodici milioni e novecentomila ragazzi varcano la soglia per affrontare il gaokao, l'esame di ammissione all’università che in un solo giorno può riscrivere una vita.

E come ogni anno, mentre la matematica spaventa, è il tema di cinese a diventare conversazione nazionale: poche ore dopo l'apertura delle buste, le tracce corrono su Weibo e generano miliardi di visualizzazioni.

Ma quest'anno, fuori dall'aula, c'era un altro concorrente che si era già seduto al banco. Nei giorni precedenti, qualcuno aveva chiesto a cinque modelli di intelligenza artificiale (ChatGPT, Claude, Gemini, Kimi e Douyin) di indovinare il tema, tutti con la stessa domanda. Le macchine si erano messe al lavoro con sicurezza. Gemini scommetteva su "una vita senza attrito", Kimi sullo smarrimento dell'uomo guidato dagli algoritmi, gli altri su scorciatoie, misure, paesaggi attraversati lungo il cammino. Tradotto: etica della tecnologia e grandi narrazioni. Tutte avevano immaginato, in fondo, un esame che parlasse di sé stesse.