Voghera Parcheggia l’auto in divieto in un posto riservato ai disabili e il mezzo viene rimosso dalla polizia locale. Ma la proprietaria ne viene a conoscenza solo un mese dopo, quando la multa le viene recapitata a casa. E nel frattempo, certa che l’automobile sia stata rubata, ne acquista una nuova. È una storia paradossale quella che vede protagonista Maria Grazia Bandirola, figlia del noto motociclista Carlo Bandirola, il “mitico Leone dell’Oltrepo”, campione nazionale che concluse la sua carriera nel 1960. La vicenda L’episodio risale allo scorso 6 maggio, quando la donna parcheggia in via Aspromonte, davanti al civico 23, in un posto riservato alle persone disabili. «Non me ne ero accorta perché prima, in quel punto, non c’erano stalli riservati - spiega -. La mattina seguente scendo per recuperare l’auto, ma non la trovo. Era stata, giustamente, rimossa dai vigili, ma non ero stata avvertita. Decido quindi di recarmi subito dai carabinieri per presentare denuncia di furto. Viene contattato il comando di Polizia locale a cui si chiede se era stato rimosso un mezzo in divieto. Ma viene assicurato che in quella zona non era stato effettuato alcun sequestro. Non era quindi possibile pensare ad un’ipotesi diversa dal furto. Le forze dell’ordine mi consigliano comunque di attendere qualche giorno prima di procedere all’acquisto di una nuova automobile, nella speranza che il vecchio mezzo venga ritrovato». Una decina di giorni dopo aver presentato la denuncia per il furto dell’auto, non ricevendo notizie della sua Toyota Aigo scomparsa nel nulla, Maria Grazia Bandirola decide di comprarne un’auto nuova, spendendo 20mila euro. Ma l’altro giorno riceve la multa di 346,95, oltre alla sottrazione di 4 punti dalla patente. «É una sanzione giustamente elevata, in quanto ho commesso una grave infrazione al codice della strada - ammette -. Però è assurdo che abbia saputo solo in quel momento, quindi un mese dopo, che la mia auto si trovava in un deposito, con un costo, a mio carico, di 550 euro più Iva per la custodia del mezzo. Pago subito la multa che, in questo modo veniva decurtata a 247,95 euro e mi reco al comando della Polizia locale dove mi sento rispondere che si è trattato di un disguido». Un disguido costato oltre 20mila euro, sottolinea Bandirola. Insomma, oltre al danno la beffa. «Tutti sbagliamo. Io ho commesso un grande errore parcheggiando in divieto. Ma è folle che tutto questo sia accaduto per una mancata comunicazione. Mi aspettavo almeno un segnale di presa di coscienza, ma invece non è arrivato niente. È l’indifferenza rispetto a quanto è accaduto a sconvolgermi. Chi preleva qualcosa di un altro, lo informa. Pare invece sia normale fare il contrario. È il cittadino che, se non trova la propria auto, deve verificare che non sia stata rimossa dai vigili. Credevo fosse sufficiente la richiesta fatta dal carabiniere al comando al momento della denuncia».
Non trova l’auto e pensa al furto: ne compra un’altra e poi scopre la verità
Il mezzo, parcheggiato in uno stallo per persone disabili, era stato rimosso dai vigili. Una “svista” costata 20mila euro (più la multa)








