Il 18 giugno 2026 il giudice del Tribunale di Civitavecchia comunicherà una nuova data per l’udienza predibattimentale nel processo a Gisella Cardia e suo marito Gianni, per truffa aggravata in concorso. Annullato l’appuntamento in programma la prossima settimana.

Gisella Cardia nella diretta Youtube del 3 ottobre 2024

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Il giudice ha annullato l'udienza predibattimentale per Maria Giuseppa Scarpulla, meglio nota come Gisella Cardia, e suo marito Gianni. I coniugi sono a processo con l'accusa di truffa aggravata in concorso, per un presunto giro di donazioni intorno alla vicenda che riguarda apparizioni e messaggi della Madonna a Trevignano Romano allle porte di Roma, giudicate false dalla Chiesa cattolica. L'udienza predibattimentale che dovevano sostenere i due imputati era fissata per il 18 giugno al Tribunale di Civitavecchia. Tuttavia il giudice ha annullato l'appuntamento in aula e il giovedì della prossima settimana comunicherà la data del rinvio. L'udienza predibattimentale ha già visto un rinvio, il 7 aprile scorso. Ora sarà necessario attendere la decisione del giudice, che indicherà un nuovo giorno.

Perché Gisella Cardia e il marito Gianni sono a processo Secondo l’accusa, Gisella Cardia e il marito Gianni avrebbero messo in piedi un giro di donazioni da parte dei fedeli. La Procura contesta alla coppia il reato di truffa aggravata, sostenendo che le persone che partecipavano agli incontri di preghiera avrebbero versato denaro pensando di contribuire con la propria beneficienza ad opere caritative o iniziative religiose. In realtà quelle somme – secondo gli inquirenti — sarebbero finite a coprire spese personali o attività non dichiarate. Nell'atto di chiusura delle indagini è messo nero su bianco come le donazioni volontarie fatte tra il 20218 e il 2023 ammontano a oltre 365mila euro. Tra gli ex fedeli che hanno donato ci sono Luigi Avella e sua moglie Francesca Pepe. Per la Procura i due imputati generavano nei fedeli "il timore di un pericolo immaginario, per indurli a effettuare elargizioni" ossia a dare soldi. Non solo, nel farlo, si approfittavano di persone "affette da infermità fisiche e di condizioni di fragilità psichica". Per la Procura dunque i coniugi Cardia hanno agito "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, al fine di trarre l'ingiusto profitto, costituito sia dalla raccolta di denaro, sia dall'acquisizione di una forte visibilità mediatica, con artifizi e raggiri".