Dopo i falsi miracoli, arriva il processo. É arrivato il rinvio a giudizio per la veggente di Trevignano Gisella Cardia e per suo marito Gianni Cardia. La data dell’inizio del dibattimento c’è già: 7 aprile 2026. L’accusa per entrambi è quella di concorso in truffa. Avrebbero inscenato “apparizioni e trasudazioni della Beata Vergine” e prefigurato “futuri cataclismi e sciagure, come terremoti” per indurre i fedeli a donare soldi per il culto della Madonna di Trevignano. Una somma di 365mila euro “che non risulta destinata alle opere benefiche previste nello statuto”.

Madonna di Trevignano, i fedeli insistono: “Gisella Cardia moltiplicava la pizza e gli gnocchi”

a cura della cronaca di Roma

16 Luglio 2025

Lo scorso settembre i pm della procura di Civitavecchia avevano notificato alla veggente l’avviso di conclusione indagini. Nei giorni scorsi è arrivato il decreto di citazione a giudizio del procuratore capo Alberto Liguori. “La signora Gisella Cardia accoglie con serenità la notizia del rinvio a giudizio - spiega l’avvocata Solange Marchignoli, che difende la sensitiva insieme all’avvocato Giuseppe Marazzita - Per quanto possa sembrare paradossale, si dice anzi sollevata perché finalmente avrà modo di far emergere la verità dei fatti e di porre fine, una volta per tutte, a ogni speculazione e polemica che l’hanno ingiustamente coinvolta”.