NextSilicon ha annunciato la roadmap che porterà il proprio core RISC-V Arbel a diventare un processore destinato ai datacenter, con versioni da 64 e 128 core previste per il primo trimestre del 2028. L'azienda israeliana, nota per l'acceleratore Maverick-2, ritiene - al pari del resto dell'industria - che l'evoluzione dei carichi di lavoro basati sull'intelligenza artificiale stia riportando l'attenzione sulle prestazioni della CPU, soprattutto in ambiti dove la logica seriale continua a rappresentare un elemento determinante.

Arbel non nasce come processore standalone, ma come componente interno dell'acceleratore Maverick-2. In questa configurazione il core si occupa delle operazioni seriali, della gestione del sistema e dello spostamento dei dati che non possono essere parallelizzati dall'architettura dataflow utilizzata dall'acceleratore. L'impiego in ambienti produttivi ha consentito a NextSilicon di validarne il comportamento su carichi reali prima ancora della realizzazione di un chip dedicato.

Per verificare l'architettura al di fuori del contesto dell'acceleratore, l'azienda ha realizzato in seguito un chip di prova prodotto con processo a 5 nanometri di TSMC. Secondo i dati condivisi da NextSilicon, il progetto integra una pipeline con emissione fino a 10 istruzioni per ciclo, un reorder buffer da 480 entry e una capacità di retirement che può raggiungere 16 istruzioni scalari per ciclo.