Quando si parla di agricoltura, la politica commette spesso lo stesso errore: misura il successo in base ai soldi stanziati e non ai risultati ottenuti. È accaduto anche in Calabria. Oltre un miliardo di euro di risorse pubbliche sono stati destinati allo sviluppo rurale. Una cifra enorme. Una cifra che raccontata così sembra già una vittoria. Ma l’agricoltura non vive di comunicati stampa. Vive di reddito, di mercati, di acqua, di innovazione, di infrastrutture, di giovani che decidono di restare.

“Quale comparto stiamo costruendo?”

La domanda che dovremmo porci non è quanti fondi siano stati programmati, ma quale agricoltura stiamo costruendo per i prossimi vent’anni. Per troppo tempo abbiamo ragionato come se l’agricoltura fosse soltanto un settore da sostenere. Oggi dovrebbe essere considerata uno dei principali motori economici della Calabria. Mentre il dibattito pubblico continua a concentrarsi sui contributi, nel resto d’Europa le imprese agricole stanno affrontando sfide molto più profonde: cambiamenti climatici, sostenibilità ambientale, tracciabilità digitale, mercati globali, certificazioni ESG, intelligenza artificiale, gestione dei dati, agricoltura di precisione e accesso alla finanza sostenibile. Sono temi che sembrano lontani dalla quotidianità di un agricoltore. In realtà ne determineranno la sopravvivenza economica.