Un presunto tentato omicidio avvenuto lunedì sera a Belfast ha innescato una nuova ondata di violenze anti-immigrazione nel Regno Unito, riportando al centro del dibattito politico britannico il tema della gestione dei flussi migratori e della tenuta della coesione sociale nelle aree più fragili del Paese.
L’episodio che ha fatto esplodere la tensione riguarda l’arresto di un cittadino sudanese richiedente asilo, accusato di aver aggredito con un coltello un uomo quarantenne nel nord della città. La vittima ha riportato gravi ferite al volto, agli occhi e alla schiena, ma è sopravvissuta grazie all’intervento di alcuni passanti.
Nel giro di poche ore, video particolarmente crudi dell’aggressione hanno iniziato a circolare sui social media, alimentando una mobilitazione spontanea che si è rapidamente trasformata in disordini violenti.
Nella notte tra martedì e mercoledì gruppi di uomini mascherati hanno dato alle fiamme abitazioni, automobili e un autobus urbano in diversi quartieri della capitale nordirlandese, prendendo di mira soprattutto aree caratterizzate da una forte presenza di immigrati.
Secondo testimonianze raccolte sul posto, alcuni gruppi hanno scandito slogan contro gli stranieri e in diversi casi si sono spinti fino a controllare porta per porta l’identità degli abitanti. Alcune famiglie sono state evacuate sotto protezione della polizia, mentre rifugiati provenienti dall’Ucraina hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni per sfuggire agli incendi.










