di
Nicolò Franceschin
Da Olise e Semenyo a McTominay e Haaland: i grandi «what if» del Mondiale
E se vi dicessimo che Marcus Thuram avrebbe potuto giocare per l'Italia e Michael Olise per l'Inghilterra? No, non è un'ipotesi così strana. Come non è strano il fatto che scorrendo le liste dei convocati delle tante nazionali potreste notare un piccolo particolare: non tutti i giocatori rappresentano il Paese in cui sono nati. Oriundi, naturalizzati, calciatori di seconda generazione: le definizioni possono essere tante, ma a restare è un fenomeno sempre più frequente. In questo Mondiale saranno quasi 300 i casi. Dai tre nati in Italia alle quattro coppie di fratelli che si scontreranno da avversari, passando per una nazionale composta (quasi) unicamente da «stranieri»: vediamo le situazioni più curiose e i «what if» più importanti.
Partiamo da casa nostra e da quei giocatori che sono nati in Italia ma nella loro carriera hanno poi indossato la maglia di un altro Paese. Due sono noti a tutti e giocano in due squadre candidate alla vittoria del torneo. Il primo è Marcus Thuram, nato a Parma, dove al tempo giocava il papà Lilian. Anni dopo anche lui ha deciso di tornare in quella serie A tanto cara al padre, ma in merito alla nazionale zero dubbi: solo la Francia. Il secondo è un altro figlio di è un ex calciatore: Giuliano Simeone. Anche lui, come il Cholo, ha scelto la maglia dell'Argentina. Infine, c'è Alessandro Circati. Il difensore del Parma è nato a Fidenza, ma indosserà la maglia dell'Australia.
















