di
Camilla Sernagiotto
In Groenlandia è stata calata una telecamera fino a 260 metri di profondità per osservare da vicino la vita marina in un ambiente ancora poco conosciuto. Ne è emerso un quadro ricco e sorprendente, con immagini di animali rari e comportamenti inaspettati
In Groenlandia, nel nord-ovest del Paese, un gruppo di ricercatori ha calato una telecamera fino a 260 metri di profondità, sul fondo di un fiordo artico, per osservare da vicino la vita marina in un ambiente ancora poco conosciuto. L’obiettivo era documentare gli organismi che vivono appena sopra il fondale, in una zona difficile da studiare con metodi tradizionali. Ne è emerso un quadro ricco e sorprendente, con immagini di animali rari e comportamenti inaspettati, tra cui un pesce che sembrava muoversi all’indietro. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica «PLOS One» e si basa su circa 37 ore di registrazioni video raccolte nell’arco di una settimana nel fiordo di Inglefield Bredning, nella Groenlandia nord-occidentale.
La missione sul fondale del fiordoPer ottenere le immagini, gli scienziati hanno installato sul fondo marino una struttura con videocamera, luci rosse e un idrofono, cioè un microfono subacqueo. La strumentazione è stata lasciata in mare per diversi giorni, con la telecamera orientata verso l’alto. Questa scelta tecnica è stata fatta per due motivi: ridurre il deposito di sedimenti sull’obiettivo e aumentare le possibilità di riprendere i narvali, che tendono ad avvicinarsi dall’alto a questo tipo di dispositivi. Il risultato è stato un flusso continuo di immagini della vita che si muove appena sopra il fondale.









