La nave di Greenpeace usa un robot fino a 3.000 metri per esplorare monti sottomarini e camini idrotermali nell’Artico. Dopo il via libera del 2024 e lo stop del 2025, la Norvegia adesso punta al 2029 per avviare l'attività. Ma la comunità scientifica avverte che scavare prima di conoscere può causare danni irreversibili

Mentre parliamo sono quasi le otto di sera. Eppure la cabina è illuminata dalla luce naturale che viene dall’esterno, dove è pieno giorno, come quasi sempre nell’Artico in questo periodo dell’anno. Siamo collegati con la nave di Greenpeace International, che sta solcando da due settimane le acque glaciali tra Norvegia e Groenlandia, per una spedizione di ricerca che ha l’obiettivo di esplorare i fondali di questa regione, scoprirne specie ed ecosistemi, e cercare di scongiurare un progetto di estrazione mineraria norvegese tramite “deep sea mining.