HomePratoCronacaSuona l’ultima campanella. Restano molti interrogativi. Lingua e integrazione le vere sfide di settembreSi è chiuso con i consueti festeggiamenti l’anno scolastico tra gavettoni e selfie. La scuola però tra tre mesi riaprirà con gli stessi problemi riguardo gli alunni. non italofoni. Valditara a maggio aveva annunciato misure stabili per Prato.Si è chiuso con i consueti festeggiamenti l’anno scolastico tra gavettoni e selfie. La scuola però tra tre mesi riaprirà con gli stessi problemi riguardo gli alunni. non italofoni. Valditara a maggio aveva annunciato misure stabili per Prato.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLe campanelle hanno suonato per l’ultima volta, i cancelli si sono aperti e nel giro di pochi minuti il centro si è trasformato in una grande festa a cielo aperto. Migliaia di studenti hanno invaso le strade tra risate, cori, gavettoni e fotografie ricordo. È l’immagine più leggera dell’anno scolastico che si chiude: quella di ragazzi e ragazze che guardano all’estate con la spensieratezza dei tre mesi di vacanza che li attendono, esami di riparazione permettendo.

È anche un’istantanea del futuro della città. Un futuro giovane, multiculturale e complesso che da settembre tornerà a sedersi tra i banchi. Perché dietro i portoni chiusi degli istituti restano aperte le questioni che da anni accompagnano il dibattito cittadino. A cominciare da quella dell’integrazione linguistica, che non è soltanto un tema scolastico ma una questione sociale e politica. La città rappresenta un caso unico nel panorama nazionale. Già oltre quindici anni fa Prato ottenne la deroga al limite del 30% di alunni stranieri per classe introdotto dall’allora ministro Mariastella Gelmini.