Tramontata l'interlocuzione con la Camera della Moda, si apre a più concessionari

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Fa una certa impressione varcare, dopo tanto tempo, l'ingresso di Palazzo Dugnani, gemma incastonata ai Giardini Pubblici di Porta Venezia, non troppo distante dalla statua dedicata a Indro Montanelli e dall'ingresso affacciato su via Manin. Qualcuno lo ricorderà: fino al 2011 qui si celebravano i matrimoni civili. Prima ancora, tra le sue ampie sale, è passata la storia. Poi è arrivato il tempo dei cancelli serrati e dell'abbandono. Adesso si potrebbe riscrivere il finale: questo edificio, con il suo imponente corpo centrale e la loggia tardo barocca che pare abbracciare il giardino di fronte, con tanto di fontana, potrebbe essere finalmente restituito alla città.Palazzo Dugnani è, infatti, tra le prime venti proprietà inserite nella nuova piattaforma lanciata da Palazzo Marino, una sorta di «vetrina» del patrimonio demaniale in disuso. L'obiettivo, ci ha detto ieri l'assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa, Emmanuel Conte, è «trasformare luoghi finora chiusi o in disuso in nuove opportunità per la città». La prima fase, quella della raccolta di manifestazioni d'interesse, è stata avviata, terminerà il 15 luglio e già ieri non sono mancati i presenti a un primo sopralluogo esplorativo. In autunno ci sarà il bando vero e proprio, con l'aggiudicazione alla proposta migliore entro fine anno e l'auspicio di un rapido inizio dei lavori di riqualificazione. Tramontata l'interlocuzione con la Camera della Moda, un primo bando era infatti già andato deserto: prevedeva la prospettiva di un Museo dei media o un Polo scientifico e si erano stimati lavori di riqualificazione pari a 20 milioni di euro. Ora i conti potrebbero cambiare: tutto dipenderà dalle proposte avanzate da uno o più futuri concessionari. Se, infatti, il Comune resterà unico proprietario di Palazzo Dugnani, la concessione potrebbe anche essere assegnata a più di un soggetto: tutto, inclusa la durata del contratto, è ancora da definire.