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Se hai i soldi ti curi, se sei povero aspetti che la malattia faccia il suo corso. C’è un comparto della sanità siciliana ormai da tempo nell'occhio del ciclone. È l'Anatomia Patologica, bussola insostituibile per i percorsi terapeutici dei pazienti oncologici. Dai referti istologici e citologici dipendono diagnosi, interventi chirurgici, chemioterapie e prognosi. In questo settore, il fattore tempo non è una variabile burocratica: il rispetto delle scadenze di refertazione (i cosiddetti TAT, Turnaround Time) rappresenta la linea di confine, drammatica e sottile, che separa la vita dalla morte. E a Messina non sta affatto bene, come sottolinea la Uil.La denuncia della Uil e della Uil Fp provinciale solleva il velo su una situazione definita "assurda, vergognosa e mortificante". Nella città metropolitana che storicamente vanta eccellenze sanitarie e universitarie, l'attività pubblica è stata progressivamente svuotata. Ad oggi, l’unica Unità Operativa che continua a garantire le analisi e i servizi anche per gli utenti esterni, oltre che per i presidi dell'Asp, è quella dell’ospedale di Taormina. Un avamposto solitario, costretto a farsi carico di una mole di lavoro insostenibile e in costante aumento. “Le aziende messinesi inviano i campioni biologici in altre province, fino a Caltagirone. Un'odiosa ingiustizia che costringe i meno abbienti ad attendere tempi incompatibili con la vita”








